Seleziona una pagina

Artrosi di ginocchio | 10 suggerimenti per combatterla

DocFrancescoPoggioli

Tempo di lettura medio: 8 minuti

Artrosi di ginocchio | 10 suggerimenti per combatterla

Scritto da: DocFrancescoPoggioli

Tempo di lettura medio: 8 minuti

Si, l’artrosi di ginocchio è un problema di salute molto diffuso MA nonostante una diagnosi di gonartrosi (artrosi del ginocchio), la maggior parte di voi può vivere una vita attiva e felice. Sicuramente avrete sentito frasi terribili utilizzate per descrivere le vostre radiografie – frasi come osso su osso, osteofiti, degenerazione, usura, ecc. Queste frasi vi spaventano. Lo capisco!

La vita non si ferma dopo una diagnosi di artrosi e, l’esercizio fisico è forse la migliore medicina per combatterla!

 

Doc, scusami…ma esercitare un’articolazione che mi è stato detto che si sta usurando mi sembra controintuitivo!

Se il tuo obiettivo è quello di evitare la chirurgia il più a lungo possibile allora sappi che l’esercizio è essenziale.

Essere attivi non farà peggiorare l’artrosi. Non tutto il dolore implica un danno

La comunità scientifica sta cambiando sempre di più la prospettiva sull’artrosi di ginocchio. La maggior parte di voi, ha statisticamente davanti ancora un decennio o più per vivere la vita che vuole condurre, prima di doversi preoccupare che la gonartrosi influenzi la qualità della vita.

La storia di Tiziana:

Tiziana è un’eccezionale infermiera di 61 anni. Adora il suo lavoro ma, a pochi anni dalla pensione, sta pianificando il suo futuro. Ama correre e giocare a tennis.

L’osteoartrosi del ginocchio non è una diagnosi terminale

Purtroppo la generale mancanza di informazioni specifiche e corrette da parte nostra ed il mare magnum, spesso sbagliato e confuso, che c’è su internet non facilita la gestione di questa patologia.

Spesso i pazienti si autoimpongono un cambiamento dello stile di vita per “sopravvivere” alla diagnosi con conseguenze disastrose di depressione, paura e danni emotivi.

Un giorno Tiziana si svegliò con un ginocchio gonfio. Il ginocchio era rigido e dolente, ma il dolore era sopportabile. Dopo un torneo di tennis durato un fine settimana e una lunga escursione in montagna con gli amici, pensava che si trattasse solo di uno sforzo eccessivo. Passano due settimane e il gonfiore persiste…Tiziana decide di presentarsi in pronto soccorso, vengono eseguite delle radiografie ed una visita ortopedica. Le viene posta la diagnosi di artrosi di ginocchio. La diagnosi fu come una spada di Damocle caduta sulla testa! Le era stato detto che lo spazio tra il suo femore e la sua tibia si era ridotto quasi a zero! Tiziana si ritirò dal corso di tennis e abbandonò definitivamente la corsa.

Come dovremmo discutere le cause dell’artrosi di ginocchio?

Signora, Signore, Lei ha consumato la cartilagine del ginocchio. A quanti di voi è stato detto? Tanti, troppi! Ad alcuni di voi potrebbe essere stato detto che la causa è stata la corsa o le lunghe camminate. Queste teorie sono SBAGLIATE! La gonartrosi è spesso meno comune nei runner. Quando, per spiegare l’artrosi di ginocchio, si usano analogie come una grattugia o carta vetrata sul legno, queste idee sbagliate sull’eziologia o la causa della vostra artrosi diventano la vostra nuova realtà, e le persone si adattano. Termini come degenerazione, invecchiamento ed usura vi vengono gettati addosso senza sapere che anche le parole possono nuocere. Usare un’analogia inappropriata può dare un’immagine sbagliata. L’artrosi di ginocchio comporta l’assottigliamento o la perdita della cartilagine dell’estremità distale del femore, della tibia prossimale o della parte inferiore della rotula. Questa cartilagine è definita articolare, ed è diversa dalla cartilagine ad esempio del menisco, di cui si sente parlare continuamente.

Quello che devi assolutamente sapere è che, per la maggior parte delle persone, la cartilagine non si consuma a causa di un processo meccanico. Lo sviluppo dell’artrosi è un processo biologico. Il nostro DNA, RNA, e centinaia di sostanze chimiche quali proteine ed ormoni determinano se la cartilagine acquisisca delle caratteristiche per le quali può diventare più sottile e meno resistente.

Osserva per un attimo il grafico qui sotto.

 

Si, è complicato e deve esserlo! Perché ha lo scopo di mostrarvi che questo è un processo molto complesso.

Tiziana nelle settimane successive alla diagnosi ha completamente sospeso il tennis e la corsa, al lavoro aveva ricominciato ad andare in auto al posto che camminando.

Il ginocchio? Non era più gonfio e non le faceva male. Allora perché stava evitando le sue attività preferite?

Come ho già detto in un video: non guardare mai il referto delle tue rx o risonanza magnetica! Esami come quelli possono avere un impatto enorme su di noi.

Unite un referto “negativo” con una discussione poco articolata sul perché l’artrosi di ginocchio si è generata e, su come gestire la vostra nuova diagnosi, e la frittata è fatta.

Pensaci… Nel tentativo di minimizzare il danno al suo ginocchio perché “la cartilagine è consumata”, Tiziana ha aumentato il suo rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus, demenza e una serie di altre malattie croniche per una riduzione drastica delle sue attività più sane.

Tiziana è venuta nel mio studio per essere visitata. Ho valutato il suo ginocchio, ho visto le sue radiografie e.…ho parlato a lungo insieme a lei! Abbiamo chiarito la sua diagnosi, abbiamo discusso di come l’artrosi di ginocchio si origini e si presenta, come gestirla e come, con le dovute precauzioni, si può vivere una vita appagante.

Cosa fa male in un ginocchio artrosico?

Che ci crediate o no, l’attrito di un osso che sfrega contro un altro osso non genera dolore.

L’osso non possiede terminazioni nervose.

Quindi, se due ossa sfregano insieme e tutto il resto va bene, non faranno male. Anche la cartilagine è priva di queste terminazioni nervose e, di conseguenza, il suo assottigliamento non produrrà dolore di per sé.

Sono tre i fattori principali che contribuiscono al dolore percepito dalle persone affette da artrosi del ginocchio:

1) Periostio. Il periostio è un tessuto sottile che avvolge l’osso, una sorta di membrana. Fornisce sangue all’osso e ha terminazioni nervose. Chiunque si sia procurato una frattura lo sa molto bene. La sua lesione porta a gran parte del dolore.

2) Sinovia. La sinovia è il rivestimento dell’articolazione del ginocchio (e di tutte le altre articolazioni con le medesime caratteristiche) e anch’essa è come una membrana. Una sorta di palloncino che circonda le ossa del ginocchio (femore e tibia). Nella sinovia sono presenti molte terminazioni nervose. L’infiammazione di questo tessuto è chiamata sinovite e può essere molto dolorosa. Alcuni studi hanno dimostrato come nei pazienti non rispondenti a tutte le terapie classiche, l’embolizzazione dell’arteria genicolata possa essere una procedura promettente.

3) Edema osseo. Si verifica più spesso nelle donne per una maggiore osteopenia o osteoporosi. Un carico inadeguato su un osso più debole può generare uno stress sullo stesso che a sua volta può causare edema. L’edema osseo può causare un dolore profondo e intenso.

ATTENZIONE! Questo è fondamentale da capire:

Non tutti coloro che soffrono di artrosi avranno una sinovite un edema osseo o un dolore dovuto al periostio. E anche se hai dolore per una di queste cause, spesso si calma dopo alcune settimane o mesi e, potrai tornare nel medesimo stato precedente l’inizio del dolore. In alcuni pazienti invece, nonostante tutti i nostri sforzi, il dolore potrebbe non rispondere alle terapie conservative (non chirurgiche). Se fai parte di questa categoria, una sostituzione protesica del ginocchio può essere l’alternativa giusta.

10 modi per rimanere attivi con l’artrosi di ginocchio

1) Cambia il copione! Non stai consumando l’articolazione del ginocchio facendo esercizio. Camminare, correre, giocare a tennis, finché il dolore è lieve, non accorcia la durata della vita del tuo ginocchio. Al contrario! Più le tue gambe sono forti, più sono flessibili, più sei attivo/a, più andrai avanti a lungo prima di dover considerare un intervento chirurgico.

Ricorda: non stai consumando il ginocchio camminando, facendo stretching, allenandoti con i pesi o facendo esercizio. Se il tuo livello di dolore è 3 o 4 (su 10) o inferiore, probabilmente dovresti continuare. Il dolore spesso non implica che stai causando un danno.

2) Curare il paziente, non la radiografia! Le radiografie non mostrano l’intero quadro. Conosco persone con radiografie dall’aspetto orribile che corrono le maratone e conosco persone con forti dolori e segni radiografici modesti. Noi non trattiamo le radiografie; trattiamo le persone!

Radiografia brutta NON è uguale a intervento chirurgico.

Non ridurre le tue attività solo per ciò che mostra la radiografia (o il relativo referto).

Il trattamento dovrebbe essere orientato prima ai sintomi, ai tuoi obiettivi, al tuo esame clinico e, POI, alle tue radiografie. Le tue radiografie, da sole, sono solo una piccola parte di ciò che contribuirà alle mie indicazioni se ti vedo.

3) Esercizio. “Doc, sei noioso e ripetitivo!” Lo so, lo so ma vale la pena ripeterlo: l‘esercizio non causerà un peggioramento dell’artrosi. Può causare disagio, specialmente nelle prime settimane di un nuovo programma di allenamento, ma questo non significa che stai causando danneggiando il ginocchio. Più flessibile ed elastica è l’articolazione del ginocchio, meglio lavorano i muscoli che la sostengono e migliore sarà la qualità della vita. Basta rispettare i quattro pilastri per un programma di esercizio appropriato (camminare e basta non è sufficiente).

4) Esercizio aerobico. L’esercizio aerobico implica un aumento della frequenza cardiaca. Il miglior esercizio aerobico è.…quello che ti piace fare! Alcuni esempi di esercizi aerobici sono camminare, fare jogging, andare in bicicletta, usare un vogatore, un tapis roulant, un’ellittica e così via. L’esercizio aerobico potenzia il sistema cardiovascolare ed il metabolismo, diminuisce il rischio di ictus, attacchi cardiaci, demenza e altre malattie croniche. Camminare aiuta il ginocchio artrosico a sentirsi meglio perché stimola la produzione dei tuoi antinfiammatori endogeni (prodotti dal tuo corpo) come IL-10.

5) Esercizi di forza. Questi esercizi implicano che state spingendo o tirando qualcosa di pesante.

“Ma Doc, io a casa non ho pesi, funi, elastici!”

Niente scuse, è possibile completare un programma di esercizi con il tuo solo corpo. Non è necessario spendere soldi per un abbonamento in palestra e per aggeggi infernali!

Naturalmente, l’esercizio di forza comporta un piccolo rischio di lesioni, ma se fatto correttamente, questo rischio è inferiore ai rischi per la salute ed il benessere generale causati dal non fare nulla.

6) Equilibrio. L’equilibrio, esattamente come la forza, tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Così accade che ogni tanto si inciampa nel tappeto, oppure, quando ci si alza da una sedia, ci si sente un po’ più traballanti. La nostra stabilità, ossia la capacità di mantenere l’equilibrio, contribuirà significativamente alla nostra possibilità di vivere una vita più lunga e più sana, senza danni conseguenti a cadute. Allenarsi sull’equilibrio significa anche migliorare la stabilità articolare. La nostra camminata diventa più sicura, la nostra paura di cadere diminuisce e, con essa, il rischio di cadere.

7) Dieta e metabolismo. La nostra dieta contribuisce significativamente a molte malattie di cui è affatte gran parte della popolazione (ipertensione, diabete, malattie epatiche, cardiache, demenza etc). E guarda che coincidenza…Influisce anche sulla salute delle nostre articolazioni, sulla quilità della cartilagine e quindi sul dolore.

Di diete ne esistono a centinaia, forse a migliaia: dieta mediterranea, vegetariana, chetogeniche, e così via. La sostanza è che devi ridurre per quanto possibile i carboidrati trasformati (industriali) ormai permeanti tutte le società occidentali.

ATTENZIONE: sai perché esistono così tante diete? Perché non ne esiste una nettamente “migliore” delle altre. Se così fosse tutti seguiremmo la migliore…

La dieta deve essere lo strumento per raggiungere un fine, il benessere psico-fisico.

Il tipo di dieta dipenderà dalla vostra storia medica, dai farmaci che state assumendo, e dalla sua sostenibilità. Per esempio, una dieta cheto può farti molto molto male se stai prendendo farmaci per il diabete, e non sei strettamente monitorato. Ma la stessa dieta potrebbe farti smettere di prendere i tuoi farmaci per il diabete se è adeguatamente controllata. Quindi, se avete problemi medici significativi, discutete prima con il vostro medico i cambiamenti di dieta previsti.

Parlare dettagliatamente di dieta in questo articolo risulterebbe troppo lungo ma sappi che molto di ciò che sei è ciò che mangi!

Prima di passare però al prossimo punto permettimi di darti un consiglio pratico: se non l’hai già fatto, elimina tutte le bevande zuccherate.

L’acqua deve essere la tua bevanda principale!

PS. I drink energetici e sportivi NON sono tuoi amici! Quelle calorie aggiuntive si sommano molto rapidamente, inoltre il fruttosio, spesso presente in quelle bevande, è una causa di problemi al fegato come la steatosi epatica. Il fruttosio aumenta anche il livello di acido urico che, oltra ad essere la causa principale della nota gotta, è implicat anche in molti altri problemi di tipo cardiaco.

8) Infiammazione. Parliamo di un argomento molto complesso! L’infiammazione è una variabile critica ed è alla base di una sterminata quantita di patologie. La nostra dieta e i nostri livelli di attività possono influenzare direttamente i livelli di infiammazione nel nostro corpo. Esistono moltissimi metodi, diretti ed indiretti per misurarla, esempi semplici sono:

· VES

· PCR

· Fibrinogeno

La tua capacità di metabolizzare e smaltire il glucosio attraverso l’insulina influenzerà il tuo livello di infiammazione. Quindi, se soffri di iperglicemia o diabete vero e proprio, il livello di infiammazione nel tuo corpo è spesso molto alto. Le persone con glicemia elevata a digiuno hanno una risposta al dolore più alta rispetto ai non diabetici. Questo è dovuto anche all’infiammazione. Ciò significa che una persona metabolicamente sana e una persona con diabete, con la stessa diagnosi, avranno probabilmente livelli diversi di dolore. I vostri nervi, la vostra sinovia, i tendini e la cartilagine non amano molto tutte quelle molecole che si sviluppano attorno ad un processo infiammatorio! Lavorare sulla tua dieta e sul tuo metabolismo aumenterà la durata della tua vita, e diminuirà il dolore causato dall’artrosi.

9. Tai Chi. Il Tai Chi è un ottimo modo per ottenere flessibilità, forza e allenamento dell’equilibrio. Se poi ci associ una pratica costante di mindfulness hai appena firmato la tua polizza di benessere! Anche lo Yoga in sostituzione al Tai Chi può essere una validissima alternativa ma forzare le principali articolazioni a gradi elevati di flessione, estensione, abduzione e adduzione potrebbe aumentare il dolore.

Entrambi comunque sono efficaci e sono stati valutati attraverso studi randomizzati e controllati: Yoga e Tai Chi.

10) Farmaci/ integratori/ infiltrazioni. Cominciamo dalla base: caldo o freddo? Mi viene chiesto costantemente. Il ghiaccio non controlla l’infiammazione cronica. Se il ghiaccio ti aiuta a sentire meno dolore, allora usalo. Se non ti fa sentire meglio, allora evitalo. In linea generale ho visto persone rispondere molto bene al calore umido più di quanto abbia visto persone reagire bene al ghiaccio.

Tutori compressivi: sono semplici guaine di compressione. Sembrano fornire sollievo ma devono adattarsi bene e non devono essere troppo strette. Queste guaine migliorano il senso di stabilità che può a sua volta può migliorare il dolore e quella brutta sensazione di cedimento.

Capsaicina: La capsaicina è un ingrediente attivo che si trova in molte delle pomate che si vedono sul mercato per gestire il dolore dell’osteoartrosi. La capsaicina è irritante. Quindi, applicandola sulla pelle, si sfrutta la teoria che parte del dolore viene “trasferito” alla cute. In sostanza, mette le terminazioni nervose locali i in costante trasmissione, così da disturbare la trasmissione del dolore proveniente dall’articolazione. Fai attenzione, possono causare ustioni.

Antinfiammatori (locali o per bocca). Antinfiammatori come l’ibuprofene hanno un ruolo nella gestione del dolore e del gonfiore associati all’artrosi. Sarebbe meglio non assumerli ogni giorno. Persone con asma, ipertensione, malattie renali, ulcere, malattie cardiache, e coloro che assumono

“Fluidificanti del sangue” dovrebbero invece considerare l’assunzione di altre classi di farmaci. Gli antinfiammatori non fermano la progressione dell’artrosi. Quindi vanno assunti solo se il dolore e il gonfiore lo richiedono. Attenzione: possono causare ulcere gastriche e malattie renali.

Glucosamina/Condroitina solfato: la ricerca su questi integratori è variegata. La maggior parte degli studi mostra che non funzionano se confrontati con un placebo. Ma quello che gli studi non dicono è che le persone spesso una risposta ce l’hanno, si sentono meglio! È sicuramente possibile che sia un effetto placebo ma conosco molti pazienti che assumono questi integratori regolarmente insistendo che migliora il loro dolore al ginocchio. Di certo c’è che questi integratori non impediranno all’artrosi di progredire, e non faranno crescere nuova cartilagine.

Infiltrazioni: per molto tempo, le infiltrazioni di cortisone sono state somministrate alle persone con gonartrosi come acqua. Il cortisone ha effetti dannosi sulla cartilagine. Le infiltrazioni di cortisone non dovrebbero essere una routine e dovrebbero essere considerate in pochissime situazioni. Un ginocchio molto “caldo”, gonfio e dolente, insieme al fatto che il paziente fatica a dormire la notte può essere una delle indicazioni per somministrare cortisone all’interno dell’articolazione. Il suo effetto però è poco stimabile, può durare giorni o mesi.

Staminali, PRP, fattori di crescita ed infiltrazioni di acido ialuronico. C’è una tonnellata di malintesi su queste procedure. Partiamo dal principale, non fanno crescere la cartilagine! Non aumentano lo spazio tra le ossa. In effetti non sappiamo ancora benissimo il perché ad alcuni pazienti diano beneficio. Molti sono entusiasti e le ripetono ogni 6-12 mesi. Alcune ricerche mostrano che il beneficio è lo stesso di un placebo mentre altri articoli suggeriscono che il beneficio è più significativo. Indipendentemente da ciò il rischio di danno è basso, quindi se la vostra articolazione risponde bene, e capite i rischi, allora possono essere prese in considerazione, previa discussione approfondita con il vostro ortopedico. Per esperienza personale posso dire che, se inserite in un contesto più vasto, le infiltrazioni possono aiutare. 

Tiziana è tornata a correre e sul campo da tennis. Ha i suoi dolori di tanto in tanto, ma li tollera bene. Segue un regime di esercizi per mantenere le gambe ben allenate e sta seguendo una dieta dedicata. Un po’ di conoscenza in più, una migliore comprensione del contesto e una strategia di stile di vita stabile possono aiutare molti di voi a evitare trattamenti eccessivi e danni autoimposti.

Quindi…quando dovrei fare una protesi al ginocchio?

Ottima domanda! Chi sceglie veramente quando dovrebbe essere il momento di sottoporsi ad una sostituzione protesica del ginocchio sei tu. Fa parte di quelle procedure che hanno come obiettivo l’aumento della qualità della vita. Perciò solo tu puoi determinare se la qualità della tua vita è così compromessa che sei disposto/a ad assumerti i rischi significativi associati a questo intervento. Se un ortopedico vi consiglia di sottoporvi a un intervento di protesi di ginocchio solo perché avete una radiografia “brutta”, allora siete nello studio medico sbagliato.

Potrebbe interessarti anche: