Ti è mai capitato, facendo comuni azioni manuali, che un dito qualsiasi rimanga improvvisamente “bloccato” in flessione per poi distendersi con un brusco e doloroso movimento? Se la risposta è affermativa è possibile che la causa sia il dito a scatto.
Cosa è?
Il dito a scatto, più propriamente detto, tenosinovite stenosante, è una malattia causata dalla compressione dei tendinial loro passaggio al di sotto delle rispettive docce fibrose di scorrimento dette anche pulegge.
Le pulegge trattengono i tendini vicino alle ossa con lo scopo di ottenere il movimento di flessione delle dita. I tendini sono avvolti da guaine sinoviali che, quando aumentano di volume, creano una zona di rigonfiamento. Ogni volta che il tendine deve attraversare la puleggia vicina al rigonfiamento il tendine viene schiacciato con conseguente doloree una sensazione di scattonel dito corrispondente.

Quali sono le cause della tenosinovite stenosante?
Quasi sempre è un processo infiamamtorio. La patologia può manifestarsi come forma primaria, cioè in maniera isolata in una persona sana, oppure come forma secondaria, associata ad altre patologie.
In questo secondo è associata più frequentemente a:
- diabete,
- sindrome del tunnel carpale,
- artrite reumatoide,
- ipotiroidismo,
- amiloidosi,
- patologie renali,
- tenosinovite di De Quervain.
I maggiori fattori di rischio sono i continui microtraumi ai tendini flessori o a un sovraccarico funzionale determianto dall’esecuzione frequente e ripetuta di movimenti di flessione delle dita, di presa e l’utilizzo di strumenti manuali. Le categorie professionali più a rischio sono quindi, ad esempio: giardinieri, sarte, musicisti, manovali, falegnami etc.
Quali sono i sintomi della tenosinovite stenosante?
L’estensione del dito spesso è possibile solo aiutandosi con l’altra mano e in questo movimento risulta ben percepibile il caratteristico scattodovuto al superamento della rigonfiamento. Nelle fasi iniziali è possibile percepire anche un indolenzimento alla base del dito, dove può essere notato anche un piccolo nodulo. La palpazione di tale nodulo risulta molto dolorosa.
Trattamento
Quando la patologia non è in fase avanzata è possibile ridurre l’infiammazione con un’infiltrazionedi corticosteroideassociata eventualmente all’utilizzo di un tutoreche mantiene il dito in una posizione di riposo; tale beneficio non è di solito permanente, ma la remissione della sintomatologia può essere duratura. Alcune terapie fisiche quale la **laserterapia**sono efficaci in alternativa all’infiltrazione. Quando questi trattamenti risultano inefficaci è necessario un intervento chirurgico spesso eseguito in regime di Day Hospital. Lo scopo è aprire la puleggia in modo che il tendine possa scorrere liberamente. Il movimento attivo del dito generalmente inizia subito dopo l’intervento e l’uso routinario della mano può essere raggiunto in breve tempo.
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Domande frequenti sul dito a scatto
Cos’è il dito a scatto?
È la tenosinovite stenosante, causata dalla compressione dei tendini flessori nel passaggio sotto le pulegge (docce fibrose) delle dita. Il rigonfiamento della guaina sinoviale fa sì che il tendine venga schiacciato attraversando la puleggia, causando dolore e la caratteristica sensazione di “scatto”.
Quali patologie sono associate al dito a scatto?
Diabete, sindrome del tunnel carpale, artrite reumatoide, ipotiroidismo, amiloidosi, patologie renali e tenosinovite di De Quervain. Anche i microtraumi ripetuti da lavori manuali (giardinieri, sarte, musicisti, falegnami) sono un fattore di rischio importante.
Come si cura il dito a scatto?
Nelle fasi iniziali con un’infiltrazione di corticosteroide, eventualmente associata a un tutore che mantiene il dito a riposo, oppure con laserterapia. Se questi trattamenti non funzionano è necessario un intervento chirurgico, spesso in Day Hospital, per aprire la puleggia e liberare lo scorrimento del tendine.