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Evoluzione della deambulazione e della postura eretta

DocFrancescoPoggioli

Tempo di lettura medio: 4 minuti

Evoluzione della deambulazione e della postura eretta

Scritto da: DocFrancescoPoggioli

Tempo di lettura medio: 4 minuti

 “L’uomo è un bipede implume.“ – Platone –

Breve storia del bipedismo

Gli esseri umani sono, tra tutte le creature viventi, gli unici ad esporre una postura eretta. Mentre i primati hanno innato il meccanismo per mantenere il tronco in posizione verticale per un breve lasso di tempo, solo gli esseri umani sono in grado di mantenere l’ortostatismo e deambulare su due gambe per prolungati periodi. Questa specificità ha di fatto “liberato” le mani in modo che gli esseri umani potessero usarle per compiti diversi. Ciò, di fatto, è stato il primo passo evolutivo. Questa posizione eretta ha fatto sì che gli occhi si spostassero in avanti, ampliando così il campo visivo che, infine, ha acquisito la visione binocolare o stereoscopica. Dal punto di vista filogenetico, l’adozione di una struttura eretta non ha comportato semplicemente una rotazione dell’anca di 90°, ma soprattutto al passaggio lombo-sacrale risultata nella forma cuneiforme del 5° lombare e le prime vertebre sacrali.

Il sacro è il punto di equilibrio della stazione eretta.

Lo sviluppo della postura eretta ha richiesto inoltre una colonna vertebrale con una forma a doppia-S che differisce da quella del quadrupede a singola S a cui manca la lordosi lombare. E’ proprio quest’ultima la caratteristica che, sebbene non indispensabile per il raggiungimento della postura eretta, permette di rimanerci per tempo prolungato.

Anche il quadrupede può alzarsi su due zampe ma il dispendio muscolare è enorme.

La formazione della lordosi lombare consente al centro di gravità corporeo di muoversi posteriormente al centro di gravità delle anche e di fronte a quello delle ginocchia. Dal momento che siamo in grado di stabilizzare questi due articolazioni passivamente grazie alla parte legamentosa, non abbiamo bisogno di potenza muscolare per stare in piedi (ad eccezione dei muscoli del polpaccio che stabilizzano la caviglia) [1]. Anche questo spiega perché la locomozione è molto più economica per gli umani che per i quadrupedi, e perché siamo superiori a quasi tutti gli animali in relazione alla corsa sulla lunga distanza.

La detorsione del collo femorale durante la crescita è un altro fenomeno specifico umano. In ultimo bisogna dire però che gli umani hanno anche pagato a caro prezzo per questo unico vantaggio di una postura eretta ed evidentemente non siamo ancora del tutto venuti a patti con questo passo evolutivo.

L’uomo è si unico nella postura eretta e ciò contribuisce al suo dominio, allo stesso tempo però, è diventato un fattore di malattia le cui implicazioni non possono ancora essere pienamente afferrate.

Sviluppo posturale nei bambini

Lo sviluppo filogenetico del rachide segue uno sviluppo simile sia durante la maturazione da feto a bambino che poi da bambino verso l’adulto. Nell’utero, il feto è in posizione flessa e la colonna vertebrale è completamente cifotica. Il neonato tiene anche spalle, gomiti, fianchi e ginocchia inflessione, inducendo la colonna vertebrale, porzione cervicale esclusa, a tenersi in cifosi, come nel caso dei quadrupedi. Le contratture in flessione fino a 30° sono fisiologiche. Più tardi gli estensori del rachide, del collo e del femore sono i primi a rinforzarsi, fornendo al bambino il controllo della testa. Dopo alcuni mesi è anche in grado di sedersi, sebbene con una totale cifosi. In questa fase a livello lombare manca ancora la lordosi, che è un target fisiologico durante questo periodo e prima dell’inizio della deambulazione.

Una volta che il bambino inizia a camminare, la stessa lordosi lombare inizia a svilupparsi.

Questo processo non è completamente in concerto al rafforzamento dei muscoli e la conseguenza di ciò è una iperlordosi causata dalla gravità che agisce più ventralmente. Nei bambini questa iperlordosi spesso non viene compensata da una ipercifosi della colonna vertebrale toracica con la conseguente comparsa della cosiddetta “hollow back”. Questo tipo di postura in nel bambino è caratterizzato da debolezza fisiologica dei muscoli e lassità legamentosa che è costituzionale in questa fase.

La forma “adulta” della colonna si sviluppa solo poco prima della pubertà.

Negli anziani, la colonna vertebrale torna nuovamente alla versione cifotica del bambino. Una caratteristica importante del bambino è il riflesso tonico asimmetrico del collo. La persistenza di questo riflesso può portare a una formazione asimmetrica dei muscoli e ad una condizione nota come scoliosi infantile.

Relazione tra postura e patologia

Il concetto di “danno posturale” è argomento di grande attualità anche in relazione al fatto che i problemi al rachide quali es. la lombalgia sono in continuo aumento tra adulti e ragazzi. Bisogna però sfatare o per lo meno chiarire alcuni miti e questo sarà l’ultimo argomento di questo articolo. Per prima cosa:

lo sviluppo della scoliosi strutturale non ha nulla a che fare con la postura.

 

1) Una cattiva postura non può indurre in un adolescente una scoliosi idiopatica.

È noto che la scoliosi deriva da una discrepanza tra la crescita del corpo vertebrale anteriormente e la crescita degli elementi posteriori, causando principalmente lordosi. Molti adolescenti affetti da scoliosi hanno una postura eretta e sono spesso sportivi. La curvatura laterale si sviluppa a seguito della rotazione dei corpi vertebrali e anch’essa non ha nulla a che fare con la postura. Una dismetria degli arti inferiori o una posizione obliqua di L5 a causa di una malformazione intra-sacrale, può eventualmente favorire la scoliosi lombare, almeno con differenze non compensate superiori a 2 cm.

2) Tra i tipi di postura fisiologica, la “schiena cava” ha una prognosi migliore rispetto alla “schiena piatta”.

Anche se quest’ultima è l’ideale estetico, le prospettive in termini di sviluppo successivo di sintomi sono peggiori in relazione al fatto che un rachide con curve sagittali, ha maggiore capacità di assorbimento degli urti. Infine la mancanza lordosi lombare sposta in avanti il baricentro, con la conseguenza che i muscoli paravertebrali lombari svolgono maggiore lavoro per mantenere la postura.

3) Lo sviluppo di cifosi può essere influenzata dalla postura.

Una postura cifotica permanente durante la pubertà può innescare lo sviluppo del morbo di Scheuermann. Sebbene la prognosi dello Scheuermann che coinvolge la regione toracica non è pessima, più ci si abbassa verso la regione lombare più peggiora. Infatti lo Scheuermann lombare è associato ad un rischio molto elevato di lombalgia cronica in età adulta. Di solito questa condizione provoca la perdita della lordosi lombare o addirittura sviluppo di cifosi in questa regione. Dal dal punto di vista biomeccanico lo spostamento in avanti del centro di gravità deve essere compensato dalla una lordosi toracica con un notevole lavoro posturale dei muscoli paravertebrali lombari.

Letture consigliate:
1. Becker A, Held H, Redaelli M, Strauch K, Chenot JF, Leonhardt C, Keller S, Baum E, Pfingsten M, Hildebrandt J, Basler HD, Kochen MM, Donner-Banzhoff N (2011) Low back pain in primary care: costs of care and prediction of future health care utilization.
Spine 35: 1714–20
2. Bramble DM, Lieberman DE (2004) Endurance running and the
evolution of Homo. Nature 432: 345–52
3. Hestbaek L, Leboeuf-Yde C, Manniche C (2003) Low back pain:
what is the long-term course? A review of studies of general  patient populations. Eur Spine J 12: 149–65
4. Ihme N, Olszynska B, Lorani A, Weiss C, Kochs A (2002) Zusammenhang
der vermehrten Innenrotation im Hüftgelenk mit einer verminderten Beckenaufrichtbarkeit, der Rückenform und Haltung bei Kindern – Gibt es das so genannte Antetorsionssyndrom?
Z Orthop Ihre Grenzgeb 140: 423–7
5. Leboeuf-Yde C, Kyvik K (1998) At what age does low back pain become a common problem? A study of 29,424 individuals aged 12–41 years. Spine 23: 228–34
6. McMaster MJ (1983) Infantile idiopathic scoliosis: Can it be prevented?
J Bone Joint Surg Am 65: 612–7
7. Mohseni-Bandpei MA, Bagheri-Nesami M, Shayesteh-Azar M (2007) Nonspecific low back pain in 5000 Iranian school-age children. J Pediatr Orthop 27: 126–9
8. Rossignol M, Rozenberg S, Leclerc A (2009) Epidemiology of low back pain: what’s new? Joint Bone Spine 76: 608–13

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