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Protesica e sport – quando le aspettative contano! –

DocFrancescoPoggioli

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Protesica e sport – quando le aspettative contano! –

Scritto da: DocFrancescoPoggioli

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In sanità, così come molti altri settori, c’è sempre più competizione e questo ha portato inevitabilmente alla pubblicizzazione di trattamenti “rivoluzionari” o “definitivi”. La protesica, sia essa di anca o ginocchio, ne è un esempio lampante. Spesso, con questo atteggiamento, creiamo aspettative non realistiche nei confronti dei pazienti.

Il Dr. Dalzell, della Shore Orthopedic University Associates di Somers Point ha affermato in un recente articolo:

Abbiamo tutti i pazienti che dopo un intervento tornano e giocano a basket e sciano, e corridori che hanno stabilito dei record. Quelli sono quelli che ci piace pubblicizzare.”

Gestire le aspettative dei pazienti può essere uno degli aspetti più impegnativi nella protesica. Alcuni pazienti si aspettano di riprendere allenamenti ad alta intensità o attività sportive subito dopo l’intervento chirurgico e, mentre alcuni lo fanno, molti altri devono passare a esercizi a basso impatto che sono più tollerabili sulle loro articolazioni.

In alcuni casi, soprattutto in pazienti abituati a percorrere lunghe distanze di corsa oppure giocatori di tennis, pallacanestro etc è necessario spiegare che forse sarebbe meglio passare a sport meno traumatici come il ciclismo, il nuoto o il power walking; e anche se non è sempre facile avere queste conversazioni con i pazienti, il tempismo delle prospettive post-chirurgiche è importante.

A volte in medicina, come in altre campi dove c’è competizione, stai quasi facendo un disservizio cercando di spingere i pazienti verso quei tipi di esercizi ad alto impatto”, dice Dalzell. “C’è un gruppo che pubblicizza due fratelli che giocano a basket l’uno contro l’altro, correndo su e giù per il campo. Succede, ma probabilmente non è la regola…

Come con tutte le procedure chirurgiche più importanti, la “fotografia” pre-operatoria svolge un ruolo importante nelle aspettative post-operatorie. Pazienti più anziani possono aver già sviluppato un’ artrosi significativa con un contesto muscolo-tendineo che può causare dolore persistente o disagio dopo l’intervento chirurgico di sostituzione dell’articolazione. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le protesi, in particolar modo alcune loro componenti, vanno incontro, nel tempo, ad usura. Tanto più una protesi viene “stressata” tanto prima potrà andare incontro alle problematiche legate al suo logorio. Così alcuni impianti possono necessitare di revisione già dopo pochi anni mentre altri superano i 25 anni di durata.

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